Robot Wars

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[SIDE QUEST] Neverland, Tra le braccia del Diavolo.
view post Posted on 20/2/2009, 17:26Quote
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Gundam Master

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Molti la definiscono come una terra che non c’è;
Molti la chiamano isola;
Molti dicono che esista solo nelle favole...
In realtà, esiste davvero...
...Nel cuore di ognuno di noi.
Oggi, narreremo della favola di un moderno Peter... tutto al femminile!
E di una Wendy un po’ particolare che di femmineo ha assai poco.
Due sognatori, bramanti la libertà del cuore...
In cerca della loro...
Neverland.


* Nel cielo notturno, proprio nel bel mezzo dell’Oceano Indiano...
Una coppia.
Come due innamorati a tenersi per mano, come due ragazzini a correre lungo una spiaggia a piedi scalzi.
Innocenti, o per meglio dire...
Spensierati.
Senza pensieri, candidi, come il bacio di una nuvola.
Ed erano proprio dense e nerastre nuvole che attraversavano, nel freddo epilogo della notte, proprio mentre le ore del giorno erano ormai prossime.

Seconda stella a destra...



Neanche a farlo apposta un astro, a far loro da guida, splendeva lucente e vivido agli occhi di un Rick infreddolito e dolorante.
Più lucente che mai, più lucente di qualsiasi cosa lui avesse mai visto.
All’orizzonte... ad indicargli una strada immaginaria, che solo i sognatori od i pazzi potevano seguire.
Poi il volto metallico di un Tebaldo a rivolgersi verso di lui, ad osservarlo con sinottici strumenti di rilevazione, vividi occhi di puro magma, dolci anche se freddi nel loro taglio imperituro e inclemente.

...poi dritto... fino al mattino.



L’orizzonte era velato ancora dalle tenebre, ma Rick la poteva vedere bene -nella propria mente- quella alba che di li a poco sarebbe sopraggiunta a riscaldare le sue membra raggelate dalla fredda morsa del suo improvvisato salvatore... o meglio... salvatrice.
Il nascere di un mattino tutto speciale... in una situazione tutta speciale... per lui... una persona speciale.

Dense nuvole di panna montata dai toni grigi e bluastri venivano a frangersi contro le rubinidi propaggini dell’angelico diavolo suo redentore, era dolce, ed anche assai strano -quasi ridicolo- vedere quell’enorme faccione su cui si schiantavano le nuvole rimanere impassibile.
Sembrava quasi che mantenesse la stessa espressione durante una gara di “torte in faccia”.
Ed alfine la vide...
Attirato dal muoversi silenzioso e meccanico del volto di Tebaldo. *

Risplendeva di una luminescenza turchina...
le acque che la contornavano erano vivide come fossero state forgiate di puro zaffiro...
Era un largo appezzamento di terra, e pure non troppo piccolo...
Lussureggiante.. la vegetazione la ricopriva quasi completamente... lasciando libero sfogo a piccole colline e ad ampie spiagge di sabbia finissima.
Ed eccoli... nell’immaginario di un’improvvisata Wendy apparire i grandi prodigi di quell’isola fantastica, tanto reale e concreta ora ai suoi giovani occhi.
Gli indiani, le sirene, le fate, i bimbi sperduti ed anche... il galeone dei pirati!
Tutto -di quell’isola in realtà vuota- dette l’idea a Rick di essere finalmente giunto
in quella tanto anelata...
Neverland.


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-Eccoci dunque mia piccola Wendy...
Siam giunti all’isola che non c’è!
Osserva laggiù i suoi meravigliosi prodigi: un mondo forgiato sulla sovranità del giubilio, sull’eternità della freschezza...-


*Il faccione del diavolo si volse al giovane Dheidir...*

-Perdonerai spero la mia scortesia nel non averti chiesto a posteriori di quale nomea sei portatore...-


* Rossi... gli occhi di colei che pronunciava con soffice fonia quei vocaboli.*

- ...Quindi... permettimi di conoscere ora le parole che disposte in un’ordinata o folle sequenza... descrivono la tua meravigliosa figura... mio dolce fiore di campo... -



E con quella richiesta dalla forma assai stravagante, attesero nella notte placida l’arrivo di quel mattino tanto atteso...
Dirigendosi perdendo quota a poggiare i piedi su quella terra fantastica di cui narrano le allegorie...
Lasciando dietro di loro una scia di sangue rosso, come i raggi del mattino che si apprestava a comparire sullo sfondo...
...di una favola dolce. *

Game Master:
Ecco il post di presentazione della Side Quest basata sul personaggio di Devil.
@Shun: puoi postare quando vuoi, la scena si sposta a circa le 4 del mattino. Avete viaggiato per molte ore nel cielo e Devil per tutto il tempo ha taciuto per non sai quale motivo.
Note: Chiunque parteciperà a questa quest specifichi nel suo post di presentazione se vuole una valutazione completa sul proprio operato tramite il tag "Spoiler".
Chi invece preferirà ottenere commenti generali (che verranno comunque elargiti per completezza) senza essere analizzato ai fini di un successivo miglioramento delle proprie capacità ruolistico/interpretative e descrittive, dovrà specificarlo. (sempre utilizzando il tag "Spoiler")

Credits:
- Si ringrazia la OST di Code Geass: Lelouch of the rebellion: per la song: "Boyhood"
- Si ringrazia inoltre la favola: "Peter Pan" di James M. Barrie per tutti i riferimenti all'isola che non c'é.
- Un Ringraziamento speciale a Lark(Temari): per il reperimento del materiale citazionistico.


Buon divertimento a chiunque partecipi!




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Auguri di compleanno amore 2009

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Pilota dello ZGMF-XB10AC Nu Freedom Gundam su image
Grado: Capitano Istruttore (Comandante della base per la difesa terrestre)
Crediti: 400.000

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view post Posted on 9/5/2009, 18:31Quote
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Mecha Akuma

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/12/2009, 22:19


*Confusione.. questo era il sentimento che provava dopo aver lasciato il campo di battaglia, dirigendosi verso la loro “Isola che non c'e'”insieme a Devil, la sua salvatrice.
Da quel momento, il silenzio regnava incontrastato... Nessuno dei due pronunciò una parola, facendo accentuare il sentore di stanchezza, portando Rick ad entrare in una fase di sonnolenza. Il tutto, misto allo stress e al vento, che costringeva il ragazzo a chiudere gli occhi per il fastidio provocato dalla rapidità del mezzo e dalle forti correnti d'aria, tutte causali che lo portarono nel suo mondo facendolo sprofondare nell'oscurità più totale.

Qualcosa di diverso dal solito accadde nella sua mente, non finì nella solita“Stanza delle Candele” ma da una parte totalmente differente...
Un'enorme spazio aperto, con una foresta di Fagus(*) che circondava una piccola struttura in megno, costeggiata da una schiera di panchine semplici in legno, che davano su una rupe molto alta con una ringhiera che segnalava il dirupo... Rick si risvegliò sdraiato su una di queste panchine in legno, la luce del sole, molto intensa, lo accecava, costringendolo a sbattere le palpebre molto rapidamente... Si portò la mano destra di fronte agli occhi, coprendosi dai raggi, sollevandosi dalla posizione distesa, aiutandosi con il braccio sinistro... Scosse la testa e si alzò in piedi barcollando leggermente verso la ringhiera in legno che dava sullo strapiombo... Si strofinò ancora una volta gli occhi, mettendo a fuoco la vista sfuocata sul paesaggio.

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Un villaggio, con costruzioni miste al moderno e all'antico, lo stupore lo colse, e si unì alla meraviglia nel vedere un posto simile... Poi la sensazione del vento, forse proveniente dall'esterno, che lo raggiunse con forza sul volto, riuscì a calmarlo tanto che iniziò a rilassarsi... Ma tutto questo, in fondo, lo rese ancor più confuso...*

§Che posto è questo?§ *Abbassò lentamente lo sguardo, fissando il terreno* §Non ci capisco più niente...§ *Si mise in ginocchio tenendosi alla ringhiera con entrambe le mani* §Sto impazzendo? Perchè tutto questo?!§

*Improvvisamente, dalla foresta, apparve una persona, che si avvicinò a Rick, passo dopo passo, con uno strano sorriso, quasi ambiguo, fermandosi proprio alla sua destra, poi si chinò sul ginocchio poggiando la mano sulla sua spalla
Rick sentendo la mano si girò in direzione della figura, dandogli una rapida occhiata dal basso verso l'alto.
Quella persona indossava un camice bianco da laboratorio, sotto, maglietta e pantaloni di colore nero pece, il volto, sorridente e coperto parzialmente da dei capelli corti di color argento e da un paio di occhiali con lenti trasparenti che gli permisero di fissarlo direttamente negli occhi*

-Chi...Chi sei? Un'altra personalità?! Adesso basta... Ne ho abbastanza... non ne posso più.... Basta!-

*Esclamò al limite della disperazione, fissando di nuovo il terreno... Si sentiva distrutto, non ne poteva più di quel caos... Voleva risposte, le esigeva....ma invece di rispondere, il ragazzo dai capelli argentei iniziò a ridere sotto i baffi, alzandosi in piedi, poggiando poi i gomiti sulla ringhiera iniziando ad ammirare il paesaggio*

-Ti piace? Io amo questo posto... Mi dà come un senso di nostalgia.. Non credi?-

*Rick non riusciva a capire l'attinenza alla sua domanda, e nonostante avesse atteso qualche secondo, non aveva ancora ricevuto una risposta, quindi si alzò di colpo e si rivolse a mani tese con l'intento di afferrarlo al colletto del camice, per estirpargli una risposta, ma prima di poterlo raggiungere, venne anticipato, da una mano che andò a posarsi sulla fronte di Rick, assopendo la sua rabbia come per magia.*

-Se vuoi le risposte.... te le darò, ad una ad una.... E sarò ben felice di eliminare ogni tuo dubbio... In fondo sono io che ti ho creato Figlio Mio...-

*Quando Rick, sentì pronunciare la frase “Figlio Mio” sgranò gli occhi, tirando un forte respiro con il naso...*

-Co... Cosa vuoi dire?! Figlio tuo.... Non.. Non è possibile....-

*Disse con voce tremolante e incredula, mentre il ragazzo sorrise ancora una volta, voltandosi completamente, mettendo le mani in tasca*

-Megane... Il mio nome è Megane, e sono la persona che ti ha cresciuto e perfezionato fino alla tua forma attuale... Hai di fronte a te il tuo creatore...-

-Diciamo il tuo Sfruttatore!-

*Un'interruzione proveniente dalla foresta alle loro spalle, da dietro un albero, apparve Oni, che iniziò ad avvicinarsi ai due con uno strano sorriso di sfida nei confronti di Megane, che si limitò a girare solo gli occhi verso di lui*

-Come osi interrompermi!-

*Esclamò infastidito, tra le risate di Oni e lo sconcerto di Rick che era ancor più confuso di prima*

- Lo sai, mi mancavano i tuoi discorsi da grande scienziato... “Benvenuti nel mondo del domani!” Era una tua frase tipica... Ti ascoltavo quando ti vantavi delle tue gesta con quei bei dottoroni, e a giudicare dalla tua ostinazione nel mantenere questi toni, Si direbbe che ucciderti non sia stato abbastanza per farti perdere questo brutto vizio... -

* Divertito nel rivedere quel “Caro” amico che gli aveva donato la vita, tanto felice da afferrargli il collo con entrambe le mani con l'intenzione di strozzarlo,stringendo con forza... Ma Megane non sbatté ciglio, ma si limitò a portare la sua mano all'altezza dello sterno del suo aggressore.
Un semplice tocco che fece sbalzare all'indietro Oni costringendolo a mollare la presa, una spinta terribilmente potente, come se avesse subito un frontale con un camion. Il tutto venne seguito da una sana risata da parte di Megane*

- Cosa credi?! Pensi di poterti avvicinare ancora una volta?! Se c'e' una cosa che ho imparato dal mio collo spezzato di netto è la mia spropositata osservazione nei tuoi riguardi... Ho sottovalutato la tua forza gia una volta, e mi è bastato per imparare la lezione... -

*Si sistemò il colletto del camice, tornando da Rick che era rimasto immobile ad osservare la scena sconcertato e confuso... Attendendo il suo momento, attendendo il consenso a poter rivolgere le sue domande verso colui che poteva dare tutte le risposte necessarie...*

-E' il momento... - * Si schiarì la voce * - Fai pure le tue domande, il tempo è giunto, e spero non ci siano altre interruzioni... -

*Rick strinse i pugni tirando un gran respiro, pensando a tutte le domande che voleva fargli, ma voleva iniziare dalla più significativa*

- Cosa sono io? -

* Una domanda semplice e importante allo stesso tempo, necessaria per la sua “normalità”, che stava pian piano svanendo come la sua esistenza che si stava perdendo in quel caos di domande senza risposta che lo stavano facendo impazzire...
Fulminea la risposta di Megane, sperando di renderla comprensibile per una mente inferiore, che avrebbe potuto portare ad una incomprensione sul momento *

-Tu non sei altro che la prima creatura di una razza perfetta, o almeno l'ultimo sopravvissuto senza danni fino alla fine del mio esperimento di perfezione dell'umanità, un progetto puntato ad eliminare le imperfezioni del genere umano... Sei la prima generazione dei Frontier, e grazie a te, molti altri ne nasceranno utilizzando i dati ricavati dalle ricerche effettuate su di te... -

-Più Che ricerche.... Direi torture...-

*Un'altra interruzione sgradita, il tutto per far indispettire Megane, che, eseguendo un gesto simile alla chiusura di una zip fece “chiudere il becco” a Oni in via definitiva*

- Bene... Direi che possiamo continuare.... - *Avvicinò il pugno davanti alla sua bocca tossendo due volte come a schiarirsi la voce* -Possiamo dire, in sintesi, che la tua esistenza ha confermato il successo del mio esperimento, e dovresti essermene grato... Grazie a me la tua esistenza ha un valore incredibile per tutti noi....-

*Rick abbassò lo sguardo, stringendo i pugni con forza per poi fissare negli occhi Megane e sferrargli un rapido e forte pugno in faccia, facendolo cadere per terra strisciando per qualche metro... Lo guardava con disprezzo, era lui quindi la persona che aveva distrutto la sua vita*

-Grato?... Io dovrei essertene Grato?! Hai distrutto la mia vita... Per cosa?! Per le tue manie di grandezza?!-

*Esclamò furioso il giovane che continuava a stringere i pugni, preparandosi a colpirlo ancora, ma Megane si rialzò, come se niente fosse, dando due colpi al camice per togliere la polvere che si era attaccata durante la caduta.... Sorridendo ancora una volta, ricominciando a parlare*

-Lo dovresti essere eccome... Se la tua vita avesse avuto un valore per te, non saresti mai giunto al Laboratorio, ne saresti stato alla larga... O forse c'e' altro.... Forse ne avevi bisogno...- *Incrociò le braccia* -Comunque, adesso è troppo tardi per recriminare su una cosa gia avvenuta... Adesso calmati e passiamo ad altre domande...-

*Megane tagliò corto sul discorso di gratitudine, e Rick concordò tacitamente, in fondo, non era sicuro nemmeno lui del motivo che l'aveva spinto ad entrare al Laboratorio... Ma questa cosa inconsciamente lo faceva ribollire... Ma tentò di calmarsi, inizialmente senza successo, poi ripensò a l'unica cosa importante in quel momento, e che riusciva a mantenerlo sotto controllo... Finalmente poteva fare tutte le domande che voleva... Troppe in fondo, e forse, molte di queste, non avrebbero nemmeno avuto risposta... Ma valeva la pena tentare e fece un lungo respiro, distendendo le mani... Esprimendo la seconda domanda*

-Qual è il mio scopo?-

-Vigilare, raccogliere dati, apprendere, studiare....-

-Spionaggio?-

*Secca la risposta di Rick... Come se sapesse benissimo di cosa si trattava, da quelle semplici frasi, talmente brutte quanto vere...*

-Che parola brutta... Possiamo dire che sei un nostro Emissario, con il compito di raccogliere informazioni sul campo e sullo stato attuale della sfera terrestre... Ovviamente questi dati sono mantenuti segreti e verranno trasmessi a tempo debito alla base, per ricerche e studi su eventi futuri vitali per i nostri piani-

*Rick annuì, e sembrò aver ben compreso quali fossero i suoi compiti...E la forzatura nella voce di Megane sembrò fargli capire che c'era altro sotto... Qualcosa di negativo... Essere una spia non gli piaceva affatto... Come tale avrebbe dovuto scegliere da che parte stare... paragonarsi ad un mercenario che combatte per soldi... Anche se in questo caso, invece dei soldi, avrebbe raccolto informazioni, per qualche “strano progetto”...
Sorrise, ripensando a quello che gli dissero nel campo di battaglia durante il momento di tregua... A quanto pare non avevano tutti i torti.... Avevano solo sbagliato fazione di appartenenza...
Anche Megane sorrise, pensando alla stessa identica cosa... Casualmente, ci avevano dato in pieno...
Un'altra domanda, anch'essa semplice, ma altrettanto importante per lui, sapeva gia la risposta, o almeno lo immaginava, ma voleva essere sicuro...*

-Ce ne sono altri come me?-

-Se intendi della tua stessa serie... Si, ce ne sono altri, ma i loro luoghi e i loro impieghi sono informazioni strettamente riservate.... Posso solo dirti che non sei da solo in questo campo di battaglia... Per quanto posso affermare...-

-Va bene.... Capisco... Un'altra domanda... Se sono tanto speciale... Perchè nessuno l'ha notato fino ad ora? Un medico preparato avrebbe potuto capire la mia diversità... Visto che sono tanto differente da una persona normale come dici tu...-

-Molto semplice... tu non sei ancora formato a dovere... Mi spiego... Tu sei appena nato come nuova razza, e dato il tempo limitato non è stato possibile stabilizzarti a dovere... Quindi ad esami non approfonditi saresti risultato un normale umano...In fondo hai la stessa ossatura di un'uomo normale, forse di poco più spessa oramai... Poi il tuo sangue è come gli altri... Se avessi avuto un sangue di colore differente penso che chiunque avrebbe capito che non eri umano... E direi che questo ha giocato a nostro favore... Almeno fino ad ora... Se non fosse stato per Tenhai presumo che a quest'ora non saremmo in questo guaio... Anzi...-

*In quel momento spuntò Tenhai da dietro un muro della struttura vicino a loro... sentendosi messo in mezzo in modo ingiusto...*

-Umph... E così ora sarebbe colpa mia... la colpa della mia presenza è tutta vostra... Io non c'entravo nulla con tutto questo...- *Si avvicinò di fretta verso Megane afferrandolo per il colletto del camice* -Così sei tu quello che lo ha creato... Se non fosse per te a quest'ora non sarei qui.... Sapevo che eri pazzo... Le voci girano... Ma non fino a questo punto. Non credevo che la tua pazzia arrivasse a livelli così alti di megalomania...-

*Megane continuò a sorridere, con il suo solito sorriso insensato, come se fosse stampato a fuoco sul volto, apatico, senza un senso preciso, che si distorce solo in rari casi, esclusivamente nei momenti in cui è molto contrariato... Diventando molto suscettibile, tanto da far sembrare il suo viso terrificante, data la rarità dell'evento... Ma in questo caso, mantenne la sua solita espressione esclamando...*

-Oh beh sono cose che capitano... Se tu avessi eseguito seriamente il tuo lavoro forse saresti ancora vivo.. A questo punto la cosa non mi riguarda...-

-NON TI RIGUARDA?!-

*Gridò tentando di sferrare un pugno diretto a quel faccione sorridente, ma venne bloccato rapidamente da Rick, che si trovava proprio tra Tenhai e Megane, afferrando il pugno con la mano sinistra, stringendolo con forza e respingendolo all'indietro, allontanando Tenhai con il suo sguardo da rettile...*

-Quegli occhi... Come quella volta...- *Disse a denti stretti* -Ora che so come stanno le cose....Basta me ne vado... fate come se non fossi mai passato...- *Grugnì tornando da dove era venuto rientrando nella foresta scomparendo gradualmente tra la fitta vegetazione... Per calmare i suoi bollenti spiriti.

Rick sospirò come a riprendersi dall'evento, senza capire il filo del discorso.
Oni restò seduto a gambe incrociate, osservando con un ghigno l'intera scena, iniziando a dondolare avanti e indietro con la schiena attendendo la “domanda” che ronzava nella testa di Rick... Che non tardò ad arrivare...*

-.... Cosa significa? Cosa Intendeva Tenhai...-

*Megane non rispose subito, si limitò a spostare la mano dietro la nuca, iniziando a grattare, mentre abbassava la testa pensando a come dirlo...*

-Come sempre... Gli incidenti accadono... Però è strano che tu non te ne ricordi...O forse è normale... In fondo non sei stato tu direttamente...-

*Rick non ricordava o forse non voleva ricordare... Almeno per ora... Oni sorrise, chiudendo gli occhi, come a voler interagire con lui, nel mentre, Megane sembrò captare qualcosa, come un trasferimento dati... Ma non fece nulla per impedirlo, si limitò ad osservare la reazione del ragazzo dai capelli rossi... Che iniziò lentamente a vedere qualcosa, come un filmato registrato... Infatti... Si trattavano dei video di sorveglianza del giorno della “Fuga Rossa”, che mostravano ogni omicidio compiuto da lui quel giorno... Dal primo all'ultimo elemento, e l'ultimo era appunto Tenhai...
Rick si poggiò sulle ginocchia sostenendo la testa con entrambe le mani, fissando il terreno con uno sguardo vuoto... Lasciando trasparire poche parole...*

-Io... Io ho fatto tutto questo...-

-Si... e anche con piacere a vedere dai filmati... Quella si chiama vendetta.. Avevamo un po' esagerato, e questo è il prezzo che abbiamo pagato... Beh, l'unica cosa positiva, è che la mia morte è stata rapida e indolore... A differenza degli altri... In fondo non mi stavano nemmeno simpatici, sapevano solo parlarmi alle spalle...- *Apatico.... come il suo sorriso.. Parlare dei morti in modo così distaccato era sua abitudine, la vita delle persone “normali” non avevano valore per lui.. Anzi, erano come pedine in una scacchiera, sacrificabili per uno scopo più grande* -Devo dire che a rivedere questi video mi diverto non poco... La tua precisione nello sferrare i colpi ha un non-so-che di artistico, la sincronia tra voi Frontier è incredibile... La vera espressione di unità e aiuto reciproco... Sono veramente soddisfatto del mio lavoro...-

*Una marea di complimenti, recepiti in modo non molto positivo dal giovane, che era ancora turbato per tutto il male che aveva procurato... Anche se sapeva di non essere il diretto responsabile... Però tutto questo gli pesava... Come se non fosse gia abbastanza....*

-Prima volevo sapere tutto... Adesso... Vorrei non aver saputo nulla... Sarebbe stato meglio per tutti...-

-Non dire così... Sapere è importate, sopratutto nel tuo caso... Le tue potenzialità sono infinite, dovresti saperle sviluppare al meglio, per il bene di tutti noi... Gli umani sono solo una necessità secondaria per il tuo perfezionamento...-

-Ma.. non avevi detto che la mia forma era perfetta?!-

-Non del tutto... C'e' ancora una cosa che ti rende imperfetto... E' la tua umanità latente... Per questo Oni è qui... Voi due sete due parti della stessa entità... Solo che siete ancora fin troppo legati, e questo comporta una nota negativa... Come l'ultimo scatto di sadismo durante l'abbattimento dei tuoi commilitoni... Se voi due foste stati separati a dovere, non avresti mai provato una sensazione simile, avresti reagito in modo totalmente differente... Forse in modo più consono...-

*Un tentativo di deviare il discorso per tranquillizzarlo.. lasciando trasparire la sua non colpevolezza per gli eventi occorsi quel giorno... Questo riuscì a consolarlo momentaneamente... Con il pensiero di non essere stato lui a farlo.. Ma Oni.
Improvvisamente Megane si interruppe... Come se qualcosa avesse attirato la sua attenzione... mosse lo sguardo in giro portando la mano destra alla tempia premendo sulla pelle per un'istante...Di fronte ai suoi occhi si aprì come una finestrella digitale ed iniziò a premere nel vuoto come su una tastiera*

-Sospendere “luogo di pace”, Ritorno all'area comune......-

*Improvvisamente l'intera zona iniziò a svanire velocemente, facendo dissolvere ogni cosa in modo graduale, tornando poi alla classica stanza mentale... Ma questa volta era molto diversa... Non c'erano più le vecchie candele, ma una enorme stanza circolare, con cinque porte e un corridoio che portava ad una luce. Al centro, un tavolo circolare, con cinque cartellini posti di fronte ad altrettante sedie di colore nero, in tinta con il tavolo...
L'intera stanza si presentava spoglia senza vita, e solo delle luci poste sul soffitto illuminavano in modo brillante il tutto.
Rick si trovava di fronte ad una porta, con sopra stampato il suo nome in rilievo e sotto, il suo codice identificativo, RD-01, e a seguire dalla sinistra della sua stanza, in senso antiorario, erano disposte le altre stanze con sopra i nomi delle sue personalità: Oni (RD-02), Tenhai (RD-03), Megane (RD-04) e per ultima, una stanza senza nome, ma con impresso RD-05... Si avvicinò poggiando le mani sulla porta fissando senza motivo il codice...*

-RD-05... Non ho nessuna informazione al riguardo- *Esclamò Megane uscendo dalla sua stanza* -Devono averla inserita in via eccezionale... Visto che la tua esistenza prevedeva solo quattro elementi, te compreso...-

-Cosa voresti dire? Che ne dovrò sopportare un'altro? Oltretutto, non è previsto nel progetto originale?-

-A quanto pare... Trovo strano che mio padre non mi abbia inserito informazioni al riguardo... Comunque è ora... Dovresti andare...-

Rick sussultò...*

-Andare dove?!-

-Beh è ora che tu ti svegli, hai riposato abbastanza... Continueremo le nostre domande stanotte... Sempre se sopravviverai... Non dimentichiamo la situazione in cui ti trovi...-

*Sussultò ancora, si era totalmente dimenticato di dove si trovava... Era ancora nelle mani di Devil... Troppe cose tutte insieme... Gli avevano fatto perdere la bussola... E ora stava finalmente ricominciando a ragionare nell'ambito esterno, tanto che si affrettò a svegliarsi lasciando indietro
Megane con il suo solito sorriso... Nel mentre anche Oni uscì dalla stanza, mettendosi a sedere...*

-Devo dire che hai migliorato molto questo posto...- Affermò sorridendo – Dovresti fare l'arredatore d'interni...-

-Non credevo di averti inserito anche il senso dell'umorismo...- *Disse sedendosi anche lui* -Almeno tu me lo hai fatto un complimento per il lavoro svolto fino ad ora...-

-Se minacciarti ancora di omicidio è un complimento allora preparati a riceverne tanti...-

-Umph... Si molto probabile...- *Abbassò il tono della voce* -Però.. Ho bisogno di chiederti un favore... Tieni d'occhio Tenhai... Non so perchè nostro padre abbia voluto inserirlo.. Ho paura che possa diventare una palla al piede...-

-Sei tu che comandi no? Fallo tu!-

-Io sono più interessato a capire chi sia questo RD-05... E non ho il tempo di fare da balia ad un umano inserito qui per errore...-

-Capisco.. Ma cosa avrò in cambio? E' uno sforzo e ho bisogno di un premio per motivarmi....-

-Me lo dovevo aspettare da te.. non per niente sei la parte negativa di Rick... Ok... Se farai questo favore per me, ti donerò più privilegi qua dentro, per cominciare potrai colpirmi...-

*Il tempo di finire la frase che Oni sferrò un potente pugno in faccia a Megane... Facendolo cadere con forza dalla sedia*

-Questo è per Rick.... E per avergli fottuto il cervello... Comunque accetto... Lo terrò d'occhio-

-P... Perfetto... Così sia allora...- *Balbettò massaggiandosi il volto con la mano destra, rialzandosi in piedi...* -Ora però c'e' una cosa che mi preoccupa...-

-Tu? Preoccupato?! Per Rick? Starà benissimo... Il suo vero obiettivo è sapere, quindi non farà errori... Ora che sa di poter conoscere tutto è molto più tranquillo...-

-Lo so... Non è lui che mi preoccupa.. E' la sua situazione... Adesso si trova in mano a Qualcuno... Lo sento tranquillo, ma io non lo sono affatto, non voglio che il mio esperimento finisca in mano umana, dovrò prepararmi per terminarlo in caso...-

*Adesso toccò ad Oni sussultare... Quella parola detta dal suo creatore non gli piaceva affatto...*

-E' proprio necessario?-

-Se scoprissero il BEC e lo esaminassero mi toccherebbe distruggerlo... E stanne certo, non ne rimarrà nulla...-

-Odio queste procedure... Ma se non c'e' altro da fare...- *Poggiò i gomiti sul tavolo giungendo le mani tra loro...* -Non resta che attendere e vedere-

*Anche Megane annuì alla sua affermazione, a quel punto non restava che aspettare...

L'Esterno... Il freddo.... Il dolore... Queste due sensazioni ritornarono alla mente di Rick... Proprio li... Dove le aveva lasciate.. Lentamente si risvegliò... Aprendo leggermente gli occhi... La notte.. Oramai giunta quasi alla fine... Nel Cielo....Una stella, che attirò la sua attenzione... Che fosse la famosa “Stella” che indicava il cammino verso l'isola che non c'e'... Anche lui conosceva quella storia dopotutto...

§Che sia quella la stella? Quindi... Ci siamo oramai...§

*Un rumore metallico, la testa del Tebaldo, fissava il giovane appena sveglio intento ad ammirare quella stella seguendo la via che stavano intraprendendo... Si lasciò momentaneamente tutto alle spalle, i problemi, le morti, il suo caos... Quell'orizzonte immaginario, che si stava alzando pian piano, l'alba di un nuovo giorno si sarebbe estesa riscaldando il suo corpo infreddolito e malconcio...
Istintivamente si voltò anche lui verso il volto del Tebaldo, vedendo le nuvole infrangersi sul freddo metallo, come se fossero delle torte di panna... Un velato sorriso colse il giovane, per poi venir attirato da un'altro movimento, fissando nella stessa direzione, vedendo finalmente all'orizzonte... L'isola... L'isola che non c'e' era proprio li... Davanti a loro... Felice... Ecco come si sentiva, era contento, finalmente erano giunti nel loro paradiso...*

CITAZIONE

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*La sua mente si rivolse a quella favola antica... Materializzando tutte le sue storie e i personaggi che la caratterizzavano... Nella sua mente, riusciva a vederli... In quell'isola ricoperta da foreste che lasciavano trasparire qualche collina... Li dentro, c'era tutto... Non vedeva l'ora di arrivare, per poter ammirare tutte le sue meraviglie...*

CITAZIONE
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-Eccoci dunque mia piccola Wendy...
Siam giunti all’isola che non c’è!
Osserva laggiù i suoi meravigliosi prodigi: un mondo forgiato sulla sovranità del giubilio, sull’eternità della freschezza...-


*Il faccione del diavolo si volse al giovane Dheidir...*

-Perdonerai spero la mia scortesia nel non averti chiesto a posteriori di quale nomea sei portatore...-


*Distolse lo sguardo dall'isola e si volse verso il volto del Tebaldo annuendo con la testa, come a voler accettare le sue scuse, accettando anche la sua nomina di Wendy pochi attimi prima... Associandolo alla situazione in cui si trovava... In fondo era lui che era stato portato all'isola... Proprio come Wendy...*

CITAZIONE
* Rossi... gli occhi di colei che pronunciava con soffice fonia quei vocaboli.*

- ...Quindi... permettimi di conoscere ora le parole che disposte in un’ordinata o folle sequenza... descrivono la tua meravigliosa figura... mio dolce fiore di campo... -


*Sorrise in segno di ringraziamento per i suoi complimenti... Non era mai stato chiamato fiore di campo... E per quanto strano fosse, non gli dispiaceva...*

-Il mio nome è Rick... Rick Dehidir...-

*Semplice e tranquillo, non fece trasparire nel suo tono di voce il leggero dolore alle gambe, ma anzi, mantenne un tono molto allegro, come se avesse dovuto stringergli la mano, mentre si stava presentando. Formale e preciso... Come se l'avesse incontrata in altre circostanze, di normalità... come si presentano due persone che si incontrano per strada... Più o meno... E queste due persone oramai dirette verso il paradiso, lasciando alle spalle una di piccoli puntini rosso cremisi, che andavano a tingere il cielo per pochi istanti e svanire portati via dal vento dissolvendosi nell'aria...*

\Off-Gdr: Finalmente ho portato a termine il post superando il blocco, e per quanto mi riguarda voglio una valutazione completa. Adesso a voi oh mio master, e spero che il Post sia di vostro gradimento... /ON-GDR

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* All'udire di quei verbi gli occhi del diavolo cremisi s'accesero d'un lume di brace.
Rossi, vermigli d'incredibile interesse e nell'assurdità del momento persino parodistici. Specchio di donna voluttuosa e affascinante, intrigante, nel suo parlar di miti, leggende e goliardie. *

- Riccardo1!
Riccardo é il nome tuo!?
Che le crociate hai fatto tua bandiera!? -

* Stupore e curiosaggine, meraviglia e sogno, tutto ciò traspariva dalla tonalità -quasi canora- con cui il demone decantava quei versi. Nel mentre il placido zefiro -cartcea polvere di fata- sospingeva il Throne verso la piana sabbiosa della spiaggia in loro fronte, la melliflua voce flautata -impropria- proveniente dal faccione di "Tebaldo", continuava nella propria apparenza di sorpresa...*

- E' incredibilmente vero, quanto possa narrare un solo petalo d'un fiore ignorato dalle genti. E tu, che dimostri il cuor d'un eroe, che t'appresti a possederne il nome proprio come Tebaldo, mio compagno ed amico, possiede nomea di spadaccino... tu dimostri d'esser d'oro sotto scorza di piombo! -


* Devil, ebbra di una strana e sfavillante euforia prese a ridere, citando le teorie di un Leonardo che secondo lei, in quel momento, aveva superato e sconfitto... *

- AHAHAH... E che me ne perdoni Leonardo2! Io ho appena trasformato il piombo in oro! Ma quale Mydas, che thesaurum3! Cosa mai potete in mio confronto! Oggi io divenni ricca d'un bene ben più prezioso di qualunque pietra filosofale... Un diamante grezzo... -


* Disse con voce più cupa mentre lo Zwei adagiava i giganteschi piedi sulla spiaggia... *

- ...più luminoso di qualunque solitario. -


* E dopo aver declamato ancora una volta complimenti nei riguardi di "Riccardo" il Gundam iniziò a muoversi verso uno spiazzo, al di là di una prima fila di alberi. Muoveva passi calibrati e dolci, proprio come fosse stato un passante intento in una tranquilla passeggiata... muoveva proprio come fosse stata lei stessa ad appropinquarsi in dolci e leggiadri passi di danza a piedi nudi sulla granulosa e bianchissima sabbia della spiaggia.
Rick potè notare con quanta facilità e fluidità quell'unità si muoveva.
Troppa per essere dettata da un comando puramente fisico.
Era come...
Come se lei stessa fosse la macchina.

Si fermò alfine.
Poggiò il ginocchio destro al suolo fatto di terra leggermente più compatta ma ugualmente bianchissima.
La mancina di Tebaldo discese docile al suolo, adagiandosi lentamente sul dorso a ridosso del terreno, mentre con lentezza meravigliosa, le dita della macchina si dischiusero, come a non rovinare il piccolo, pallido fiore che generosamente custodivano.
Poi ancora parole. *

- Perdonami Riccardo... -



* Era abbastanza ovvio che da allora lo avrebbe chiamato sempre in tal modo... *

- ...La mia euforia m'ha reso dimentica degli opportuni dettami di una buona etichetta. -


* L'arancioneggiante portellone cel cockpit si aprì, rivelando una figura uscente dalle sue profondità... *

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- Mi presento!
Quest'oggi sarai ospite della mia tavola Riccardo!
E quando dovrai urlare al cielo il mio nome... -


* Discese dal petto di Tebaldo con un salto andando a guardarlo dritto negli occhi ad un centimetro di distanza. *

- Mi chiamerai Devil! -


* Un'agilità straordinaria, agli occhi di Rick era stata poco più che un ombra.
Ed ora, si rivelava in tutta la sua femminea bellezza.
Una selvaggia chioma sbarazzina e corta color rame le incorniciava un viso perfetto i cui lineamenti dolci prendevano maggior forza dal suo intenso, meraviglioso sguardo animato dagli zaffiri più profondi che Rick avesse mai visto. Quasi fossero stati intrinsi delle profondità oceaniche...
Le sue labbra sottili e rosee, la sua espressione spavalda e rigonfia di energia.
Un diavolo...
Il suo corpo era tornito ed allenato, rivestito da una tuta la cui cromia era leggermente più cupa dei suoi occhi, d'un blu cobalto intenso, venato da linee d'un verde fluorescente.
Ma ciò che sconcertava... ciò che letteralmente esacrava ogni possibilità d'intendimento e comprensione...
Erano le sue spalle come anche le sue cosce...
La "tuta" -poichè unicamente così poteva chiamarsi quello strano vestiario- era priva di copertura sulla base delle leve superiori ed ai lati del bacino, fino alle ginocchia.
La pelle -bianchissima e liscia- riportava numerosissimi buchi da cui rivoli di sangue sgorgavano copiosi, quasi come se vi avessero da poco infilato una moltitudine di aghi.

Ora, la dama sua salvatrice giaceva innanzi ai suoi occhi, bellissima ed euforica per il loro incontro.
Il dolore riprese a farsi sentire come se fino ad allora si fosse dimenticato che doveva far intendere a Rick che le sue gambe erano spezzate. Lancinante, forte, pungente, come del resto erano le fratture scomposte che recavano le sue articolazioni.
Ma nonostante il dolore, era impossibile distogliersi da quegli icchi.

Gli occhi del peccato...
Gli occhi di una donna...
Gli occhi... del diavolo. *




Game Master:
Alè postato!
Vada per la valutazione completa per Shun.
Ricordo che il limite di tempo per rispondere é di una settimana, questo per non rallentare l'andamento della quest. Spero che il personaggio di Devil sia gradito tutti i lettori e ai giocatori che posteranno qui di seguito come é gradito a me che lo interpreto.

Ora alcune Note:
1 Riccardo: Quando parla di "Riccardo" Devil si riferisce a Riccardo Cuor di Leone e alle sue crociate.
2 Leonardo: Quando si riferisce a Leonardo da Vinci sulla questione del piombo e dell'oro, si riferisce al mito della ricerca da parte degli alchimisti di mutare il piombo in oro.
3 Mydas, Thesaurum: Quando parla di Oro Devil cita il nome di Re Mida in latino, che si diceva trasformasse tutto ciò che toccava in oro e poi parla di "tesoro" sempre usando il latino, per definire la grandezza di ciò che ha scoperto, che secondo lei supera quella di qualsiasi tesoro materiale.



Edited by ryuvegea - 11/5/2009, 16:59


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CITAZIONE

- Riccardo!
Riccardo é il nome tuo!?
Che le crociate hai fatto tua bandiera!? -


*Rispose la Pilota dopo aver udito il suo nome. Pronunciato con un certo stupore che lasciò stranito Rick, che corrugò per un'attimo la fronte, non capendo inizialmente questo strano cambiamento... Forse aveva sentito male... Pensò aprendo successivamente la bocca per ripetere il suo nome ancora una volta, con l'intenzione di chiarire il malinteso, ma venne anticipato, dalle sue parole espresse con tanta euforia, che lo lasciarono in silenzio, ma con un leggero sorriso stampato in volto.*

CITAZIONE

- E' incredibilmente vero, quanto possa narrare un solo petalo d'un fiore ignorato dalle genti. E tu, che dimostri il cuor d'un eroe, che t'appresti a possederne il nome proprio come Tebaldo, mio compagno ed amico, possiede nomea di spadaccino... tu dimostri d'esser d'oro sotto scorza di piombo! -


* Devil, ebbra di una strana e sfavillante euforia prese a ridere, citando le teorie di un Leonardo che secondo lei, in quel momento, aveva superato e sconfitto... *

- AHAHAH... E che me ne perdoni Leonardo2! Io ho appena trasformato il piombo in oro! Ma quale Mydas, che thesaurum3! Cosa mai potete in mio confronto! Oggi io divenni ricca d'un bene ben più prezioso di qualunque pietra filosofale... Un diamante grezzo... -


* Disse con voce più cupa mentre lo Zwei adagiava i giganteschi piedi sulla spiaggia... *

- ...più luminoso di qualunque solitario. -


*Continuava a sorridere mentre ascoltava tutti quei particolari complimenti nei suoi confronti, riuscendo a capire, ragionandoci un po' sopra, ogni citazione allegorica; Ed essere considerato una pietra preziosa lo lusingava, però rimase leggermente intimorito sull'ultima frase, per via del cambio di tono, che risaltava da tutto il resto.... Era una specie di elogio, ma da come l'aveva pronunciato sembrava dargli fastidio.

Finalmente erano giunti a destinazione, lentamente il Tebaldo poggiò i piedi su quella spiaggia paradisiaca dalla sabbia bianchissima, spostandosi poi verso l'entroterra, sorpassando alcuni alberi, smuovendo delle fitte fronde che fecero volare in aria un sacco di foglie, staccate dai rami. Camminava con un passo molto leggero e fluido, insolito per una macchina, che di solito si muove in maniera molto rude e pesante, come se si lasciasse andare, ma non in questo caso, era come se fosse la pilota stessa a muoversi al posto del Mecha.... Improvvisamente si fermò adagiando il ginocchio sinistro a terra, posando anche la mano che lo teneva, stendendola sul dorso e aprendo la lentamente la morsa delle dita, rilasciando il ragazzo... La rotazione della mano gli fece girare la testa, mentre all'apertura delle dita il suo corpo si distese, restando immobile per via delle gambe rotte e della corda, che ancora gli tenevano serrate le braccia al busto. Mantenendolo in una posa molto scomoda*

CITAZIONE

- Perdonami Riccardo... -


*Rick sorrise con rassegnazione, immaginava che oramai l'avrebbe chiamato sempre così, non restava che stare al gioco, in fondo, essere paragonato ad una simile persona, quando lui era un codardo, lo rendeva felice, facendogli scaturire ancora una volta un'altro sorriso misto ad un ghigno che venne sostituito da un leggero verso di dolore seguito da una piccola tosse, che andava ad aumentare la sofferenza sul busto, proveniente dalla sua compressione nella presa.*

CITAZIONE

- ...La mia euforia m'ha reso dimentica degli opportuni dettami di una buona etichetta. -


*Un rumore meccanico, l'abitacolo del Tebaldo si stava aprendo e dal petto uscì una figura, la pilota, iniziando a parlare da quel punto rialzato, mantenendo il tono eccitato, chiaramente udibile da quella posizione*

CITAZIONE

- Mi presento!
Quest'oggi sarai ospite della mia tavola Riccardo!
E quando dovrai urlare al cielo il mio nome... -


*Balzò, scendendo dal Tebaldo, atterrando senza problemi, avvicinandosi rapidamente andando a finire a pochi centimetri dal volto di Rick*

CITAZIONE

- Mi chiamerai Devil! -


*Rick rimase sorpreso dall'agilità e dalla rapidità dimostrata dalla ragazza, tanto che rimase a bocca aperta, chiudendola poi immediatamente con il suo avvicinarsi, fissandole il volto con intensità, i capelli corti di color rame... Le labbra sottili e gli occhi, di un intenso zaffiro... Come fissare le profondità marine, con i suoi fondali oscuri... Ne rimase rapito, tanto che per un'attimo sembrò perdersi in quel blu... Arrossì per un'attimo e distolse lo sguardo dai suo, iniziando ad esaminarla rapidamente dalla sua posizione, un particolare lo incuriosì... La pelle, molto chiara, scoperta solo alle spalle e alle gambe, presentava una moltitudine di piccoli puntini rossi, che ben presto si tramutarono in rivoli di sangue... Quella scena gli fece assumere uno sguardo preoccupato che rivolse alla ragazza, che continuava a fissarlo... E così fece anche lui, quando una forte fitta di dolore lo colse, molto più forte di prima... Chiuse per un'attimo gli occhi, per riaprirli quasi subito, tornando a fissare gli occhi di Devil, totalmente rapito da essi..

[/OFF] Mi Scuso per il tremendo ritardo nel postaggio, ci mancava solo un bel malanno per tardare ulteriormente XDDD adesso sarà molto più rapido, almeno è questa la mia speranza[/ON]

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Fiamme.
Che bruciano indistinte fra di esse, che spasmodiche anelano ossigeno per vivere.
Vivere.
Di un calore unico.
Magico.
D'una ragion d'essere.


* Era la prima volta che Devil osservava uno sguardo di siffatta impressione. Occhi cremisi, ondulanti in un apprensione a lei sconosciuta: era quella dunque preoccupazione? S'appostrofò mentalmente con tale interrogativo, appellandosi alle proprie vaste conoscenze in campo allegorico per dipanare il dubbio atavico che la stava attanagliando in modo così sublime e potente.
Ed erano fiamme ad accoglierla, le fiamme impresse sul viso di Riccardo, contorto dalle fitte di dolore e dalla sua attenzione mossa verso gli occhi di lei e verso i suoi... arti.
Se ne avvide, maturando in se una nuova e più ferma intenzione: curare il suo male. *

- Riccardo... Hai come sospettavo un cuore privo di villania e mi omaggi di sguardi pregni di apprensione... -



* Il volto della giovane si fece più cupo, triste. Calcò appostamente l'ultimo verbo alfine di concentrarsi sul significato etimologico della parola stessa, in modo da non errare nell'utilizzare quel così per lei estraneo vocabolo. Come a rispettare quegli intensi sguardi che Rick le stava rivolgendo. *

- Non darti pensiero, ora priveremo della vita l'alito di fuoco che ti divora le carni. -



* Inginocchiata, proprio sulla mano di quel Tebaldo "Principe dei gatti", di quel Throne così imperituro e magnifico nelle sue cromature cremisi, Devil estrasse, dalla gamba flessa, inginocchiata, proprio dalla parte interna dello stivaletto, un coltello.
La sua lama era curva ed aguzza, leggermente ripiegata in avanti e -proprio come fosse stata un piccolo falcetto- la prese e la appose sui legami di corda che impedivano il movimento delle braccia di Rick.
Facilmente si disciolsero alla velocità con cui Devil distrusse quei legacci costrittivi, e lentamente ella liberò i suoi arti rattrappiti ed intorpiditi dall'impedimento forzato e dalla posizione innaturale a cui erano stati sottoposti.
Le pose pian piano entrambe sul ventre del ragazzo, le due leve superiori, per poi delicatamente aprirgli la tuta di volo facendo pericolosamente passare la punta del coltello -involontariamente- al di sotto del suo collo.
In quel modo Riccardo avrebbe respirato come si confaceva ad un sovrano del suo calibro.
Successivamente fu la volta del suo fuoco.
Le gambe.
Rotte, ed in più punti, le ossa erano tristemente contorte in modo innaturale.
Devil lo guardò intensamente. Tanto intensamente da provare quasi una sensazione penosa nei suoi confronti, proprio come se fosse stato un cacciatore, a provar pena nei confronti di un cervo intrappolato all'interno di una delle sue tagliole.
Gli si riavvicinò quindi, non prima di aver tagliato con cura e delicatezza la tuta al di sotto delle cosce, per agevolare la visione di quello scempio.
Ossa esposte, perdita di sangue, non si poteva far nulla se non... amputarle. *

- Riccardo... Sovente la vita impone all'uomo decisioni ingrate. Io, tua devota, ora m'appresto a porti quesito, sei tu disposto a costo d'un grande dolore a serbare salute migliore? E' mia intenzione ringraziare la tua sorte amica ed il nostro incontro con amorevoli cure di pace. Ed é con parole di prece1 che m'appresto a salvare il nome tuo con azioni prive di vili intenzioni... -


* Il suo volto era sinceramente contratto dalla preoccupazione, protagonista d'una rara bellezza femminea resa tale dalla fioca luce lunare che -in via d'estinzione- facea risaltare il suo pallore e nel contempo l'impressione tremula che possedevano le sue iridi profonde. Poi sorrise, amaramente, quasi come se facesse un ingrata comparazione, volgendo contemporaneamente il proprio sguardo alle proprie spalle, così come alle proprie cosce. *

- La mia sofferenza é nulla rispetto alla tua Riccardo. Questo é il prezzo che un cavaliere deve pagare per il favore degli dei. Un minimo dazio che consente a me come a Tebaldo... mio silente amico, di condividere lo stesso corpo. Il tuo invece... é un male di malevola induzione. E di questo la mia gratitudine é colpevole... -


* Quindi sollevò nuovamente lo sguardo su Rick. *

- ...quindi, permettimi di dimostrarmi nuovamente umile e di indurti alla pace in questo luogo di sogno. Nel frattempo andrò a preparare la tavola per invitarti al mio banchetto, attendendo che il tempo giunga al fine di sentire la tua decisione. Ch'io spero sarà giusta e valorosa del coraggio ch'ho sempre rimirato in te, mio amico. -


* Sembrava uscire da una fiaba. Era assurda, eppure ogni sua locuzione aveva un senso, ogni vocabolo era utilizzato secondo un allegorica sequenza attraverso cui potevano evincersi le sue intenzioni. Cos'avrebbe deciso Rick? Si sarebbe fidato di lei?
Ella riprese parola nuovamente, mentre al contempo i primi, splendidi, raggi del sole comparvero sull'orizzonte illuminando d'un aurea iridescenza la figura demoniaca angelica della ragazza che ora gli sorrideva. *

- ...Mi fido della tua forza Riccardo. E per pietà... non guardare in basso... Se dovrai volgere lo sguardo ad alcuno, volgilo a me, ove troverai sempre parole amiche ad accoglierti. -


* Si era fermata poco distante dopo essersi incamminata verso un pezzetto di terra morbida privo di erba il quale era a qualche metro dalla mano del Throne. Poi volgendosi nuovamente a proseguire nei propri intenti si industriò al fine di raccogliere dei ramoscelli secchi, finemente intaccati dalla salsedine, resi bianchi dal lungo e lento lavorare del vento oceanico. Li dispose a formare una piccola piramide attorno alla quale dispose sempre con mirabile cura certosina alcune pietre cesellate e rotondeggianti.
Ovviamente per far si che la fiamma che tra esse si sarebbe presto generata non si disperdesse.
Poi si tolse uno zainetto che aveva sulle spalle: era di carbonio e scuro, metallico e futuristico nella sua concezione armonica, fatta apposta per far si che si adagiasse ed adattasse perfettamente alla schiena.
Da esso estrasse degli oggetti: delle scatolette di cibo ad alta conservazione, una casseruola e un lungo spiedo, che ad un occhio attento si sarebbe poi rivelato per ciò che veramente era, un attizzatoio moderno.
E l'accese infine.
Il verace fuoco del loro novello banchetto.
Che in quell'alba bruciante, in cui la luminosa ed infuocata sfera del Sole svettava, trovava finalmente concretezza.
Nelle buone intenzioni di lei e... nella forza di lui? *

§ Ti prego Riccardo... fai la scelta opportuna. §



A volte, il fato impone che le casualità della vita dimostrino certi aspetti delle persone.
Non in quanto tali, ma in quanto esseri umani capaci di possedere difetti e pregi. Ed in quel caso, in quella genuina sincerità di parola, la donna aveva il dono del verbo non per nascondere i propri pensieri ma per celare il fatto ch'ella non li avesse.
In poche parole, poteva dirsi effettivamente preoccupata.
Sensazione a lei sconosciuta fino ad allora.




Game Master:
Vai col tango *__*.
Nulla da dire, Devil ha cercato di rassicurare Rick sulle proprie condizioni di salute e lui ha potuto evincere come da questo "dazio" dipenda la sua abilità con Tebaldo. Nel frattempo lei gli pone una scelta: accettare un grande dolore in funzione di un altrettanto grande beneficio? Nel contempo, mentre il sole sorge illuminando l'isola che non c'é con i suoi caldi raggi, Devil prepara la tavola del suo banchetto immaginario con Rick, un fuoco, e delle scatole di cibo a lunga conservazione.

Note:
1 Prece: Preghiera, umile supplica alle potenze celesti.



Edited by - Temari - - 27/5/2009, 20:04


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*Il dolore lo attanagliava, e aumentava rapidamente, come se stesse riacquistando la sensibilità alle gambe, era come se la morsa della mano di Tebaldo avesse limitato la sofferenza e, una volta libero, esplose con tutta la sua intensità, facendogli stringere i denti con forza eseguendo una smorfia di dolore.
Però nonostante la sofferenza non riusciva a staccare il suo sguardo dal volto di Devil come se tentasse di dimenticare il proprio dolore concentrando l'attenzione su altre cose*

CITAZIONE

- Riccardo... Hai come sospettavo un cuore privo di villania e mi omaggi di sguardi pregni di apprensione... -


*Rick accennò un sorriso, che venne coperto nuovamente dalle sue smorfie...*

CITAZIONE

- Non darti pensiero, ora priveremo della vita l'alito di fuoco che ti divora le carni. -


*Riaprì gli occhi, appena socchiusi dall'ultima smorfia, ed osservò i movimenti della ragazza, che portò la sua mano su una specie fodero posto sulla gamba, estraendo un oggetto metallico, molto simile ad un falcetto, che usò per tagliare la corda che lo teneva intrappolato, liberandolo dalla sua prigionia, spostando poi le sue braccia intorpidite, come se fossero senza vita, sul suo petto.
Poi tagliò la parte superiore della tuta per permettere a Rick di respirare meglio, passando molto vicino al collo, tanto da far sentire il gelido della lama sulla sua pelle, deglutì e trattenne il respiro per un'attimo cercando di restare immobile il più possibile, così da non rischiare di fare movimenti inconsulti e farsi ulteriormente del male.
Infine Rick volse il proprio sguardo verso il volto di Devil, che era intenta ad esaminare le sue gambe... Intuendo che qualcosa non andava come doveva, cosa che venne confermata da una rapida “analisi” della ragazza*

CITAZIONE

- Riccardo... Sovente la vita impone all'uomo decisioni ingrate. Io, tua devota, ora m'appresto a porti quesito, sei tu disposto a costo d'un grande dolore a serbare salute migliore? E' mia intenzione ringraziare la tua sorte amica ed il nostro incontro con amorevoli cure di pace. Ed é con parole di prece che m'appresto a salvare il nome tuo con azioni prive di vili intenzioni... -


*Era fin troppo chiara la sua situazione... Le sue gambe... Erano ridotte in uno stato pietoso, lo si poteva evincere senza problemi dalle sue parole e dallo sguardo che aveva nel guardare quel macello che poco prima poteva chiamare gambe.
Non voleva assolutamente vederle, ma la curiosità di constatare la situazione lo stava logorando, come se fosse un obbligo... Ma cercò di evitarlo ad ogni costo utilizzando Devil come distrazione, fissandola incessantemente negli occhi.

CITAZIONE

- La mia sofferenza é nulla rispetto alla tua Riccardo. Questo é il prezzo che un cavaliere deve pagare per il favore degli dei. Un minimo dazio che consente a me come a Tebaldo... mio silente amico, di condividere lo stesso corpo. Il tuo invece... é un male di malevola induzione. E di questo la mia gratitudine é colpevole... -
- ...quindi, permettimi di dimostrarmi nuovamente umile e di indurti alla pace in questo luogo di sogno. Nel frattempo andrò a preparare la tavola per invitarti al mio banchetto, attendendo che il tempo giunga al fine di sentire la tua decisione. Ch'io spero sarà giusta e valorosa del coraggio ch'ho sempre rimirato in te, mio amico. -


* In quel momento il sole iniziò a sorgere, inondando di luce la zona, accecandolo per un'attimo, costringendolo a chiudere gli occhi.
Quando li aprì rimase abbagliato dalla lucentezza che aveva assunto la pelle chiara di Devil, restando ammaliato dal suo sorriso...*

CITAZIONE

- ...Mi fido della tua forza Riccardo. E per pietà... non guardare in basso... Se dovrai volgere lo sguardo ad alcuno, volgilo a me, ove troverai sempre parole amiche ad accoglierti. -


-Così sia-

*Pronunciò a bassa voce, oramai completamente dissuaso dal guardare verso quello che rimaneva delle sue gambe. Però anche se tranquillo, adesso doveva fare una dura scelta...
Un piccolo prezzo per un grande prodotto, la propria vita... Rischiare di morire prolungando la propria agonia o soffrire incredibilmente una sola volta per avere salva la vita... Una scelta semplice in fondo, ma al contempo difficile... Perdere le gambe... In cambio della vita. Era fin troppo chiara la risposta, eppure Rick non sapeva decidersi, Perdere la propria integrità... O era solo paura... Fidarsi di un'estranea o no? Eppure l'aveva notato dal suo sguardo...Un dilemma che non stava ne in cielo ne in terra... Ne andava della sua vita, eppure non riusciva a decidersi... *

§Così è questo il tuo Riccardo... Un uomo che ha paura di perdere le gambe... Rischiando persino la vita...§

*Pensava spostando la mano destra, ancora mezza intorpidita, verso la propria fronte, iniziando a massaggiarla... Desiderava terminare quella sofferenza, eppure continuava ad avere dubbi, si stava creando un muro invalicabile, che avrebbe potuto semplicemente aggirare, ma aggirarlo avrebbe significato indicibili sofferenze, anche se per poco.
Infine una voce... Proveniente dalla sua mente, da una persona che non si aspettava... Tenhai, la persona che l'aveva messo più volte nei guai adesso sembrava aver intenzione di aiutarlo... Forse sentendosi colpevole della situazione in cui si trovava il giovane*

§Non preoccuparti... Perdere un arto alla fine non è niente di questi tempi...§

§Eheh... Parli facile... Non sei tu a perdere le gambe... Non puoi ca...§

§Forse non ti hanno informato.. Ma anche io nella mia vita ho perso degli arti... So benissimo come ci si sente... Ed è per questo che sto cercando di aiutarti§

§Ma... Si tratta pur sempre delle mie gambe!§

§Non aver paura... Oramai gli umani sono come macchine, possiamo essere risistemati con nuovi componenti... Come è stato per me... Quindi non aver paura.. Non ce né bisogno... Andrà tutto bene... E poi non preoccuparti, se pensi che perdere le gambe sia grave, pensa al tuo corpo... Tu sei stato ricreato... Questo non è il tuo corpo originale... Quindi sei più macchina di un umano normale§

§Co..Come non è il mio corpo?!§

§Strano... Pensavo te l'avesse detto il “genio”... Ogni giorno si fanno nuove scoperte vero?
Il tuo corpo è già andato al macero da tempo oramai... O forse viene utilizzato per altri esperimenti... In fondo che importa... Ora ti trovi in questo corpo anche se è solo temporaneo... Un mezzo effimero che troverà la morte nei campi di battaglia, è per questo che è stato creato, non sono altro che pezzi di carne con una memoria interna trasferibile poi in un nuovo corpo, questo è quello che siamo... Possiamo considerare le tue gambe come delle gomme bucate di un'auto, basta cambiarle e sei di nuovo in carreggiata...§


§Vorresti dirmi che non dovrebbe importarmi, anche se dovessi perdere tutti gli arti?!§

§Non è quello che intendo, anzi, dovresti tenere moltissimo alle tua parti, visto che sono uniche... Ma in fondo... Ne va della tua vita no? Allora... Cosa hai da pensare? Mi sembra fin troppo chiaro...§

*Rick restò in silenzio, rimuginando sulla discussione, e alla fine diede ragione a Tenhai con un velato sorriso.... Alzò la mano dalla fronte, mantenendola a qualche centimetro dalla faccia, iniziando ad osservarla senza un motivo apparente... Poi si voltò verso Devil, che stava preparando “il loro banchetto”, mentre il sole continuava a salire in cielo illuminando più intensamente l'area... Oramai aveva deciso... Una vita senza gambe, restava pur sempre una vita...*

§E poi chissà... Magari mi ritroverò con un paio di gambe cibernetiche che mi potranno aiutare in missione... Quasi quasi chiederò delle gambe più esili e veloci, magari mi saranno utili per correre più rapidamente, così da non venire “raccolto” un'altra volta...§

*Sdrammatizzò nella sua mente facendo una leggera risata... D'ora in poi non sarebbe stata una “passeggiata”, tutt'altro... Ma aveva già iniziato con il piede giusto... Adesso sarebbe passato dalla favola di Peter Pan a quella di Pinocchio, perdere entrambe le gambe per essersi addormentato troppo vicino al fuoco... E in fondo, era un po' Pinocchio, un bambino discolo che non rispetta mai il volere del proprio babbo, andando per gli affari suoi mettendosi in gravi pasticci... A volte, la realtà brucia...*

-Ho Deciso... Pagherò quel dazio... Rinuncio alle mie gambe... Così da serbare salute migliore-

*Citò le stesse parole di Devil, mantenendo una voce ferma e senza rimorsi, aveva deciso, e oramai non poteva più tirarsi indietro... A quel punto, non restava altro che lasciarsi alle spalle quei pesi, e pensare a sopravvivere...*

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Gundam Master

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Vento.
Che paralizza l'immutabile corso dell'ardere.
Che ravviva le lingue incontrastabili della morte.
Cenere alla cenere.
Polvere alla polvere.



* Pensosa, la mutevole e goliardica presentatrice di quella favola antica.
Regalava a Rick un'espressione rapita dai propri impegni, sopita all'interno di una camera stagna mentale in cui divagava nel pensiero di un Riccardo che doveva adoperarsi nella propria ardua decisione.
Cucinava.
Bruciava il cibo sulle lingue di fuoco del falò appena acceso.
Cuoceva nella casseruola un'ottima zuppa di cibi in conserva, insaporiti con dell'erba selvatica sminuzzata per l'evenienza. Un ottimo contorno per un banchetto in puro stile Survivor.
I verbi proferiti da un Riccardo forte delle proprie intenzioni però, giunsero alle orecchie del Diavolo che -vestente i panni di quella splendida donna dai capelli carminii- non perse l'attimo di voltarsi per udire la scelta.

CITAZIONE
-Così sia-

Una decisione difficile.
Devil osservava il volto contrito in un espressione tesa e per nulla rilassata del ragazzo suo ospite.

CITAZIONE
-Ho Deciso... Pagherò quel dazio... Rinuncio alle mie gambe... Così da serbare salute migliore-

Serbare salute migliore...
Pagare il dazio...
Quale audacia!
Gli occhi della ragazza s'illuminarono d'emozione e -dimenticandosi completamente la colazione- corse verso Rick stringendogli le mani caldamente!
I suoi vividi occhi blu come le profondità oceaniche non erano mai stati così grandi. *

- Oh Riccardo... La tua scelta ti onora!
Purtroppo però, non m'é concesso ahimè soffocar il respiro del fuoco divorante le tue carni. -



* Poi la donna, sviò lo sguardo da lui lasciandogli le mani per dedicarsi nuovamente alla colazione, per toglierla preventivamente dal fuoco evitando così di bruciarla... *

- ...o quantomeno non completamente. -



* La casseruola fumava ed il profumo di zuppa calda inondava le narici al sol esser sentito.
Un caldo aroma di spezie e cibi in scatola inebriava l'aere con la propria fragranza, mentre sia lo stomaco di Rick che quello di Devil rumoreggiarono baritonalmente per gli evidenti morsi della fame.
La donna -abile quanto forte- arrossì per la vergogna. *

- Un altro viandante anela di trovar ristoro in queste lande... a quanto pare... -



* Disse evidentemente rivolta a se stessa mentre tornata in ginocchio vicino a Riccardo si tenne la pancia con la mano destra. *

- E pare che non sia il solo! -



* Questa volta sfoggiando un sorriso divertito si volse a guardare Rick che era da più di un giorno che non toccava cibo.

Ma la ragazza spezzò l'atmosfera d'ilarità quasi subito.
C'era un dazio da pagare, e per evitare il peggio andava pagato immantinente.
La frangia oscurò il viso della fanciulla, che contestualmente aveva assunto un espressione seriosa e fredda. Estrasse il Kit del pronto soccorso dallo zainetto in carbonio che aveva usato precedentemente per recuperare provviste e casseruola, poi si volse nuovamente al proprio neo-compagno di viaggio. *

- Riccardo... é l'ora. Immobile restar dovrai e nel mio braccio affonda la mascella se il dolore t'offuscherà le membra. Prendi questo... -



* Con un dolce movimento delle mani espose la spalla destra di Rick, e vi iniettò tramite una minuta siringa un liquido azzurrino. *

- Questa pozione1 saprà renderti il delirio d'inferior portata.
Ma se egualmente fosse troppo intenso, urla pure, io soffrirò con te. -



* Gentile, ebbra di quella sensazione che poteva dirsi quasi cameratismo - anche se parimenti a lei sconosciuta- carezzò la guancia destra del pilota Irregulars -se poteva ancora dirsi tale- con la propria mancina. Era lenta, e la carezza discendeva verso il mento sottile e pronunciato del ragazzo che -dai lineamenti gentili e quasi efebici- suscitava in lei una sensazione non dissimile da una profonda empatia.
Poi si voltò verso le sue gambe, regalandogli un sorriso gentile, seguito poi da un'espressione concentrata e preoccupata al tempo stesso. *

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- Serra i denti mio cuor di leone, il tempo della battaglia é giunto e per te affrontar dovrai...
MILLE NEMICI! -




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* Il rumore delle ossa spostarsi preannunciò di qualche millesimo di secondo l'ondata d'intenso dolore che Rick sentì.
Con una forza brutale, inumana, innaturale, assurda... Devil aveva rimesso a posto le ossa delle gambe.
Il fuoco iniziò a divampare nelle membra del ragazzo, nesuna morfina, droga o qualsivoglia archibugio della medicina moderna avrebbe salvato la sua mente dalla disperata sensazione di dolore che avrebbe avvertito.
Alla fine non le aveva amputate, il suo sguardo però era egualmente triste, se c'era qualcosa che non avrebbe mai desiderato per quel Leonida2 d'altri tempi... era sicuramente arrecargli più offesa di quanto i suoi ex-compagni non avessero già fatto. *



Game Master:
Scusandomi per il ritardo passo la palla a Shun ^__- Visto? non te le ha amputate! XD

Note:
1 pozione: Il termine "pozione" viene utilizzato impropriamente per definire un tranquillante che avrebbe la funzione di minimizzare il dolore che Rick sentirà durante le cure di Devil.
2 Leonida: Condottiero spartano che combattè coraggiosamente durante la celebre battaglia delle termopili. Il termine viene utilizzato per evidenziare una figura coraggiosa, in questo caso quella di Rick.



Edited by - Temari - - 9/7/2009, 18:51


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Mecha Akuma

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*Oramai era deciso e non voleva tornare indietro, era convinto della sua scelta, conscio della perdita che avrebbe subito... Fidarsi così tanto, di una persona appena conosciuta, forse dettata dal pensiero di essere rimasto solo, e non per la lontananza, ma dal trattamento ricevuto in Corea da quelli che chiamava compagni...
Abbandonato al suo destino e poi reclamato quando oramai era troppo tardi, come un disperato tentativo di rimediare alla loro noncuranza. Unità? In quella squadra non esisteva, o almeno non era abbastanza, tanto da pensare solamente alle proprie vite nel momento del pericolo, ignorando gli ordini, gettando via un compagno tra le fiamme della battaglia, inerme e solo.
Non restava che aggrapparsi all'ultima persona rimastagli, Devil, la sua “salvatrice” che gli ha permesso di aprire gli occhi nei confronti dei suoi ex-compagni, capaci addirittura di mettere a rischio la vita di un ostaggio pur di abbattere un nemico.

E quel pensiero, misto alle parole di Tenhai, permisero al ragazzo di fare la sua ardua scelta, senza ripensamenti, per dimostrare a se stesso una voglia di cambiamento, smettere di fare il codardo, ed iniziare ad avere più coraggio e fermezza nelle proprie azioni, rendendo onore al nome che gli era stato affibbiato... Riccardo.. E proprio come lui, sarebbe dovuto diventare e quella era l'occasione perfetta per cambiare, una nuova occasione di riemergere dalla sua “tomba” con una nuova forma.

Attirato dal rumore di passi, aprì gli occhi e volse lo sguardo verso la ragazza, che si affrettò ad avvicinarsi, abbassandosi di fianco a lui afferrando entrambe le mani dentro le sue, trasmettendo una sensazione di calore piacevole, mentre la vista del ragazzo si spostò nuovamente verso quegli occhi marini, spalancati, come pieni di ammirazione nei confronti della sua decisione di pagare quel dazio.*

CITAZIONE

- Oh Riccardo... La tua scelta ti onora!
Purtroppo però, non m'é concesso ahimè soffocar il respiro del fuoco divorante le tue carni. -


- ...o quantomeno non completamente. -


*Finì, ritornando alla cottura della loro colazione, per toglierlo pochi attimi dopo dal fuoco, impedendo che si bruciasse. Terminando il discorso, con uno strano sentore di malinconia, come se non potesse accontentare appieno la sua scelta, per cause di forza maggiore.
Il volto di Rick si oscurò leggermente lasciando uno lieve sorriso, come di rassegnazione...
Però in quel momento, un evento interruppe quell'aria malinconica, lasciando spazio ad un momento di allegria... Entrambi i loro stomaci, stimolati dal profumo delle cibarie oramai cotte a puntino, riecheggiavano con forza, provocando un forte rumore... Devil arrossì per la vergogna di aver provocato inconsciamente quel suono, mentre Rick si limitò ad una leggera risata, mista a lievi colpi di tosse, coperta dalla mano destra, portata di fronte alla bocca*

CITAZIONE

- Un altro viandante anela di trovar ristoro in queste lande... a quanto pare... -


*Pronunciò a se stessa mentre si avvicinava ancora una volta al giovane posandosi sulle ginocchia sostenendosi la pancia con la mano sinistra come se cercasse di impedire un'ulteriore gorgoglio*

CITAZIONE

- E pare che non sia il solo! -


*Sorrise dolcemente, mentre Rick si limitò a concordare la sua affermazione, facendo un leggero cenno con la testa, sfoggiando anche lui un lieve sorriso, che lasciò trasparire una certa fame, portando anche lui la mano sinistra sulla pancia massaggiando pian piano.
Però Devil, costretta dalle circostanze, divenne scura in volto... Segno che c'era ancora qualcosa prima di poter mangiare, e quella cosa erano le sue gambe. Andavano sistemate, senza esitazione.
In quel momento di ilarità gli era passato di mente, nonostante il forte dolore continuo, chiuse nuovamente gli occhi... E quando li riaprì, riuscì a vedere il kit di pronto soccorso vicino a lui, mentre la ragazza iniziava ad esaminare la scatola in cerca di qualcosa in particolare, e una volta trovata, allungò il braccio avvicinandolo alla sua bocca*.

CITAZIONE

- Riccardo... é l'ora. Immobile restar dovrai e nel mio braccio affonda la mascella se il dolore t'offuscherà le membra.


*Accettò con dispiacere, poggiando la dentatura sul suo braccio preparandosi mentalmente a ricevere un intenso dolore, iniziando a guardare verso di lei, come a cercare ancora conforto, mentre attendeva il momento del fatidico taglio..*

CITAZIONE

-Prendi questo... -


*Disse mentre slargava la tuta di Rick all'altezza esponendo la spalla, ed iniettando un liquido azzurro che provocò una sensazione di calma, assopendo lievemente il dolore*

CITAZIONE

- Questa pozione1 saprà renderti il delirio d'inferior portata.
Ma se egualmente fosse troppo intenso, urla pure, io soffrirò con te. -


*Adesso era il punto di non ritorno, e lui era pronto più che mai. Iniziò a rilassarsi, lasciando che “l'anestetico” facesse effetto completamente, volgendo lo sguardo verso il cielo... Una carezza alla sua guancia destra lo fece voltare verso di lei, che gli stava sorridendo, confortandolo prima dell'addio... Ma qualcosa non quadrava, era da quando aveva preso il kit medico che non vedeva nessun oggetto affilato o altro, solamente la sua mano che tastava in più punti su tutta la lunghezza delle gambe, in cerca di qualcosa, rivolgendo lo sguardo nuovamente sul suo volto, che aveva assunto improvvisamente un'espressione più seria e concentrata...*

CITAZIONE



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*Un'esplosione di dolore lo colse immediatamente, scatenando in lui un incendio, una sofferenza che lo portò a stringere con forza la morsa della bocca, sparando un forte urlo soffocato dal braccio... Le sue iridi si appiattirono orizzontalmente, divenendo come quelle di un serpente, serrò le palpebre così da non mostrargli quegli occhi... Gli stessi occhi che gli sono costati la fiducia dei suoi ex compagni, non avrebbe voluto far preoccupare anche lei...
Le ossa erano tornate dolorosamente al loro posto, seppur pagando un dazio minore, la sofferenza provocata era oltre le aspettative e l'anestetico non servì a molto, ma almeno gli ha evitato un dolore peggiore di quello provato durante la sistemazione...*

Intanto nella stanza immaginaria, divenuta in quel momento, dalla sua classica colorazione metallica ad una colorazione rosso scarlatto a rappresentare la grande sofferenza di Rick. Nel tavolo centrale, Megane, seduto al suo posto, se la rideva di gusto, ascoltando le grida di dolore che riecheggiavano nella sala, suscitando una strana sensazione di disgusto da parte di Tenhai.*

-Che hai da ridere così tanto?- *Pronunciò scocciato* -Non c'è niente di cui stare allegri...-

-Ahaha... Beh sono contento...- *Interruppe di colpo la sua risata* -Mi avrebbe dato molto fastidio se il mio giocattolo si fosse rotto... Penso che qualcuno non l'avrebbe pagata cara questa sua insolenza... Nevvero, Tenhai...?-

-Umph.. Pensi di essere il burattinaio matto? Rick è una persona, non un giocattolo!.-

-Uhuhu.. Rick? Non è altro che una cavia, e come tale deve essere completo! E operare su un prodotto incompleto non è nelle mie più rosee aspettative... E di certo dei dati incompleti sarebbero inutili per i progetti futuri...Quindi... Sono contento che sia andata così, questa sofferenza lo aiuterà moltissimo a maturare.. Ed è proprio quello di cui HO bisogno...-

*Tenhai restò in silenzio, stringendo con forza i pugni... Limitandosi a tornare nella propria stanza, con uno sguardo furioso... Nonostante l'odio che provava per quell'essere, gli faceva pena, oramai alla stregua di un topo da laboratorio, per ottenere una manciata di dati utili solamente per far accrescere l'ego di Megane... Questa cosa non gli andava giù... Ma alla fine, anche lui era la stessa cosa, condivideva lo stesso destino di Rick, una vita breve e piena di sofferenze... Con l'unico scopo di raccogliere dati sul campo di battaglia, mettendo a rischio la propria vita.. Per dei semplici numeri e statistiche...*

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Droga: Parola corta come la vita di chi la usa;
Speranza di chi l'ha completamente persa;
Bisogno e delirio per gli scellerati;
Amore e odio per i dipendenti.

Ma in questo caso, oltre al dolore del fisico, al di là del corpo, là dove c'é solo una mente disturbata ed altalenante sospinta unicamente da flaccidi impulsi elettrici distorti dalle manipolazioni genetiche... là può esisterne una diversa dalle altre...



* Un vago e dispersivo vaneggiamento incolse il giovane pilota del Gaia, quel fuoco selvaggio reduce da un'improbabile avventura coreana mal riuscita, il dolore era davvero troppo mentre l'unica sensazione davvero tangibile in quella situazione tanto assurda era solamente una.
Sangue.
Acre e pastoso, vagamente liquido nella sua bocca, sulle sue labbra.
Stringeva la morsa con forza nervosa e nemmeno se ne stava accorgendo, mentre la sua dentatura forte affondava nella giovane e fresca carne della ragazza.
La stava mordendo, la sensazione di ciò si fece sempre più strada nella sua mente molteplice mentre il dolore calava pian piano di intensità, per poi lasciare spazio ad un'unica consapevoleza.
Aveva ancora le gambe.
Quando il male fu sufficientemente controllabile da permettergli di riaprire gli occhi, Rick potè vedere ciò che il suo corpo - evidentemente fuori controllo - stava facendo: un fluido cremisi colava da un tricipite, quello appartenente al braccio sinistro di colei che serbava il nome di Devil.
Il suo sangue - dal gusto assai dolce e nel contempo pungente - irrorava largamente la sua bocca mentre i suoi occhi ancora appannati dalle lacrime dettate dall'intensissimo dolore rendevano il visibile ancora nettamente offuscato. La figura di lei stava armeggiando con le sue gambe che quasi - per l'incessante dolore - non sentiva.
Il volto di lei era impassibile, contratto in un espressione seriosa ed assorta al tempo stesso; una maschera imperscrutabile al di là della quale Rick non riusciva a leggere.
In quegli istanti, proprio mentre l'odore di zuppa calda inondava l'aere - frammisto e condensato con l'odore pungente del sangue - e si ricordava quanto entrambi loro due potevano definirsi "Cani della guerra", Riccardo iniziò a focalizzare un importantissimo dettaglio, quasi sfuggitogli fino ad allora:

Perchè?
Perchè prodigarsi tanto?
Perchè salvarlo?
Perchè adoperarsi per una nullità come lui?
Lui che era nient'altro che uno tra tanti.


Una risposta non semplice da darsi autonomamente, mentre la figura del Diavolo travestito da donna terminava di steccare le sue gambe spezzate da quel Gundam di così strana tipologia.

Poteva ben ricordare Rick, quelle movenze naturali, quella struttura in perenne e fluido movimento, quasi fosse un essere umano vero...
Poteva ben rimembrare di come aveva sterminato senza remora ogni cosa si trovasse ad Hohung... perchè, perchè proprio lui? Lui che era abbandonato al suo destino, che al pari di lei non era null'altro che una piccola formica da schiacciare?
Non sapeva niente di quella figura guerresca che tanto assomigliava ad un'araldica dea della battaglia. Una valkyria d'altri tempi, quasi fosse fuoriuscita di pari passo da una fiaba.


Quanto tempo era passato?
Ore? Minuti? Attimi?
Lo stordimento si faceva sempre più lieve mentre Devil si voltava ora verso di lui, completata la sua opera di bendaggio, il tutto mentre Rick restava perentoriamente ancorato al suo tricipite sinistro. *

- Le urla del tuo cuore ti hanno consacrato al guerriero valoroso che sei... Riccardo. -



* Si riferiva forse alle sue urla di dolore? Voleva forse dirgli che era stato bravo a sopportare l'intenso flagello delle sue ossa spezzate?
Questa fievole consapevoleza si fece strada nella mente di Rick.
Al contempo la ragazza - dallo sguardo tristemente rapito dalle condizioni del suo muscolo - carezzò dolcemente la guancia sinistra del ragazzo - lievemente flesso verso di lei a causa del morso - al fine di fargli allentare la presa; poi stranamente, quasi per magia, senza che nemmeno Rick lo desiderasse, le sue mascelle s'apersero da sole, quasi che ella avesse tastato un qualche suo pulsante nascosto, come se lui stesso fosse stato un mecha da riparare.

Assurdo!
Com'era possibile che quel morso avesse solamente causato dei graffi superficiali alla sua pelle bianchissima? Eppure Rick - nel suo stordimento - era ben conscio che avrebbe potuto strappare ben più di un lembo di carne con la sua forza innaturale...
Quindi... cos'era mai quella ragazza?
Che razza di tempra possedeva!?
All'unisono, parallelamente a ciò che il ragazzo notava, la sua dea della guerra o della salvezza sistemava dietro alla sua nuca il suo zainetto in carbonio, per farlo stare lievemente sollevato rispetto alla sua posizione normale - disteso completamente al suolo.
Dopo di che gli occhi di lei - unitamente alla sua espressione - si fecero di gran lunga più rilassati.
Ora che il peggio era passato, una piacevole zuppa calda li attendeva... *

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- Ed ora... che il baccanale1 abbia inizio... -



* ...Sedette abbandonando le proprie membra all'indietro, finendo dalla posizione inginocchiata in cui era precedentemente ad una posizione comodamente seduta con le gambe lievemente raccolte a sé.
Si trovava ancora tutt'ora alla destra di Rick, il quale durante tutto il tempo potè osservarla; e mentre prendeva un'abbondante cucchiaiata di zuppa dalla casseruola e la portava alla sua bocca potè amabilmente realizzare che nessuna - davvero nessuna - delle pillole in sua dotazione avrebbe avuto lo stesso effetto che quella ragazza aveva avuto su di lui.
E - a dispetto delle previsioni di Megane - al di là di qualunque elucubrazione della logistica, il Diavolo - nella sua forma femminea - si era rivelato...

Una droga miracolosa. *


...Ed infatti così fù, un'alchimia innaturale incorse tra quelle membra raggelate dall'agghiacciante dolore;
Un'empatica sensazione di comprensione frammista a distanza;
Chi mai era l'apocalittica supplice della nera signora chiamata Devil?
Chi mai era quella miracolosa anfetamina...
...quella meravigliosa sostanza dispensatrice di morte ma che sapeva di miele...



Game Master:
Ed ecco il novello post della quest. L'avventura continua!

Note:
1 baccanale: Festa consacrata al dio Bacco, in questo caso Devil vi fa riferimento riguardo al fatidico banchetto a cui lei ha invitato Rick.






Edited by ryuvegea - 25/11/2009, 15:34


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Mecha Akuma

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/12/2009, 22:19


*Fiamme... Ecco cosa sentiva, un fuoco provocato da un intenso dolore, proveniente dalle gambe in fase di “sistemazione”, che producevano forti rumori e incredibili fitte udite in tutto il corpo. Successivamente qualcos'altro si aggiunse a quel male lancinante... Un sapore familiare... Che non sentiva da molto tempo, intrigante ma allo stesso tempo preoccupante, vecchi ricordi di quel gusto, tanto odiato ma al contempo inconsciamente bramato nelle sue profondità.
Sangue!.. Esclamò nella sua mente,quasi sorpreso, ignorando la sua provenienza... Ma sopratutto si accorse che non si trattava del suo, ma di quello di un'altra persona, quindi doveva essere sicuramente della ragazza.
Alla fine realizzò l'origine, ripensando alla sua posizione. Il sangue che sentiva, stava sgorgando dal tricipite poggiato tra le sue fauci, che stringevano sempre più forte, affondando la sua dentatura che stava lentamente penetrando nelle sue carni, cercando involontariamente di scaricare la sua sofferenza su di lei, che, nonostante la forza impressa sul braccio, sembrava non battere ciglio, dando mostra di una forte tempra.
Improvvisamente la sensazione di dolore, iniziò a calare, come se il suo corpo si stesse abituando all'intensa fiamma, donandogli un momento di pace, un sollievo apparente, che gli permise di acquisire un minimo di controllo sulla sua mente, oramai alla deriva in un fiume di lava incandescente, che gli logorava le membra...
Ma un pensiero si fece largo all'orizzonte, un momento felice in quel pozzo di disperazione... Aveva ancora le gambe, dopotutto erano ancora li, malconce, ma erano ancora attaccate al suo corpo e funzionanti.

Pian piano la sensazione di dolore diminuì raggiungendo livelli sopportabili, donandogli finalmente un po di lucidità, permettendogli di aprire gli occhi, precedentemente serrati dall'intensa agonia nel rimettergli a posto le gambe e gonfi di lacrime dettate dall'immane sforzo nella sua resistenza...
Appena riuscì a mettere a fuoco, pote notare quello che si stava immaginando, stava effettivamente azzannando il tricipite della ragazza utilizzando tutta la forza che aveva in corpo, provocando un'evidente perdita di sangue, che andava a cadere nella sua bocca, passando tra i denti, impregnandoli di un sapore dolce e pungente... Poi con lo sguardo tremolante e offuscato dalle lacrime, che non cessavano di scendere, cercò il volto di Devil, che in quel momento era ancora intenta a steccare le sue gambe, mantenendo uno sguardo intenso e serio.

Un odore infine si aggiunse, il profumo della zuppa, oramai pronta per essere gustata, si aggiunse a quello del sangue, creando uno strano ma piacevole miscuglio, che suscitò in lui un pensiero molto singolare, dalla logica contorta, ma stranamente sensata... Due odori talmente diversi, ma se mischiati, producono una particolare unione, fatta di bontà mista a violenza. La bontà... Il pasto tanto voluto, che può essere ottenuto solamente con il Sangue, da qui la violenza... Una mistura che suscitava strani intrighi, associandoli ad uno stile di vita, quello dei “Cani della Guerra” che uccidono per ottenere l'agognata ricompensa, una ciotola ricolma di delizie, che stimolano a creare altra morte per ricevere sempre di più, creando montagne di cadaveri ad ogni loro passaggio, proprio come accadde in Corea...
Ma allora... Perchè salvarlo? Perchè prendersi un tale disturbo, sopratutto dopo aver sterminato tutti i pezzi in gioco? Perchè proprio lui, tra tutta quella gente, doveva meritare la salvezza? Per pietà? Per quale motivo, avere pietà di un anonimo pedone in quella caotica scacchiera... Lo stesso, abbandonato dal proprio Re, servito su un piatto d'argento, pronto per essere mangiato.
Però non finì così, infatti, venne strappato via dalle grinfie della morte dal Diavolo in persona... Il mietitore sarebbe tornato a casa senza di lui, grazie a quella figura Demoniaca, che aveva risparmiato la sua vita, come se fosse stato prescelto.... Ma per quale motivo? Tante domande senza risposta, a cui nessuna delle sue personalità poteva rispondere... Solo il Diavolo in persona poteva farlo, solo la sua salvatrice poteva rispondere, ma in quel momento, era impegnata nel terminare l'opera, e l'ultima cosa che voleva fare era appunto disturbare quel periodo di pace... Il momento delle domande sarebbe giunto in futuro... Ma non era quello il momento adatto

Perchè tutto questo? Da cosa deriva tutto questo desiderio di salvarlo... Perchè tra tutte quelle persone, proprio lui... Tutti quegli omicidi perpetrati con quello strano Mecha dalle polveri cremisi... Sconosciuto fino a quel momento, con design decisamente unico e dai movimenti stranamente fluidi e armoniosi, troppo, per essere prodotti da delle semplici leve e pulsanti, tanto da sembrare umano, così innaturali per un robot di quelle dimensioni, come innaturale era il suo pilota, cosi... Particolare... Talmente tanto, da lasciare in vita l'essere più debole nel campo da gioco, come se fosse degno di sopravvivere, molto più degli altri...

Quel semplice pensiero, tempestava la sua mente.... Perchè proprio lui era entrato nelle sue grazie? Tanto da venir protetto, trasportato lontano dal campo di battaglia, ed infine curato, nel migliore dei modi possibili, con il massimo impegno oltretutto... Per quale oscuro motivo l'aveva tanto a cuore?
Il tempo passato alla deriva dei suoi pensieri giocava brutti scherzi alla sua mente, che continuava incessantemente a girare intorno proponendosi domande sempre sullo stesso argomento, che potevano essere riassunte in una sola, diretta e precisa... Perchè salvarlo e a che scopo?
Però, in fondo, era felice di essere stato scelto... Era un pensiero egoistico, ma non voleva morire, non in quel modo... Cioè, abbandonato e solo in un campo di macerie e morte... Ma ora sembrava essere diverso, anche se poteva risultare l'ennesimo miraggio di tranquillità, ma voleva aggrapparsi a quell'illusione ad ogni costo, quel diavolo, così benevolo e misericordioso nei suoi confronti.

E in quel momento quel diavolo si voltò verso di lui, che continuava imperterrito a stringere la morsa sul suo braccio, come se fosse completamente bloccato, come a voler tappare tutte le sue sofferenze, le sue domande, le sue preoccupazioni...

CITAZIONE

- Le urla del tuo cuore ti hanno consacrato al guerriero valoroso che sei... Riccardo. -


*Quelle parole lo riportarono alla realtà... Permettendogli di uscire da quel fiume di pensieri che lo stava nuovamente allontanando verso un profondo baratro di dubbi... L'aveva appena lodato per la sua resistenza a quei tizzoni ardenti, chiamate gambe e averle affrontate senza paura ne rimpianti... Adesso era un Guerriero, con una profonda voglia di cambiamento... Diventare forte e valoroso... Nella speranza di lasciarsi alle spalle la sua esistenza di codardo e debole che aveva prima...
Nel mentre Devil volse uno sguardo simil-triste nei riguardi del suo tricipite, e successivamente accarezzò la guancia di Rick, facendogli automaticamente mollare la presa... Come per magia, Rick, rilassò i suoi muscoli rilasciando il braccio dalla sua morsa... Lentamente la bocca iniziò ad aprirsi lasciandola andare, per poi richiudersi, come se niente fosse successo, ed infatti, lo stesso era per il braccio, che, nonostante la forza impressa con i suoi denti affilati, presentava solo dei lievi graffi ed escoriazioni superficiali... Con una forza simile, avrebbe potuto tranquillamente strappare qualche pezzo di carne, e invece aveva solo prodotto lievi danni... Rimase sbalordito... Non era una persona normale, e questo l'aveva già capito in precedenza, ma una cosa simile non se l'aspettava proprio... Cos'era lei in realtà? Forse era più simile a lui di quanto pensasse... Forse anche lei era una creatura nata e cresciuta con il solo scopo di essere utilizzata in battaglia?... Probabilmente per quello l'aveva salvato, una specie di legame... Due destini che si intrecciano e si legano l'un l'altro.... Questo sentiva dentro di se, mentre la sua testa veniva sollevata delicatamente e fatta poggiare sullo zainetto in carbonio che trasportava la sua salvatrice, fissandola continuamente negli occhi...
Oramai il peggio era passato, finalmente potevano rilassarsi, concedendosi quel momento tanto agognato... Dopo tanto tempo, poteva mettere qualcosa di commestibile in bocca... *

CITAZIONE

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- Ed ora... che il baccanale1 abbia inizio... -


Devil si lasciò andare all'indietro, mettendosi in una posizione più comoda, restando sempre alla sua destra, sotto la continua attenzione del giovane che non riusciva a distogliere lo sguardo dal suo volto, seguendo ogni sua azione oramai assente da ogni pensiero, desideroso unicamente di quel pasto tanto atteso, che non tardò ad arrivare su di un bel cucchiaione ricolmo, diretto alla sua bocca.
Ingerì rapidamente, apprezzandola di gusto, desiderandone ancora un'altra porzione... Ma improvvisamente, si sentì più leggero, come avvolto da una strana aria, che sembrava spingerlo lontano con la testa... Cosa stava accadendo?*


OFF/ Chedo scusa per l'enorme ritardo, ma l'ispirazione mi aveva totalmente abbandonato in questo periodo, e non sono mai riuscito a concludere nulla, almeno fino ad oggi, adesso tutto può ripartire, e mi scuso ancora con i nostri admin, e li ringrazio per la pazienza nei miei confronti XDD ON/

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Status: Utente anonimo


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Parole.
Suoni dell'animo echeggianti nell'avatar di uomini distrutti dalla guerra.
Sintomo d'inadeguatezza e discordia tra popoli.
Legame.
Indispensabile e supremo.
Per le anime che sole vagano per il campo di battaglia.
Torturate da tremendi e nefasti ricordi.




* Il cibo contenuto nella casseruola propagava i suoi fumenti nell'aere, nel frattempo che Devil si adoperava ad imboccare il buon Ricardo con le delizie di quel banchetto a cui partecipavano ora entrambi.
La situazione aveva del surreale: chi mai penserebbe di essere coinvolto in una missione in cui poi bivaccare incredibilmente con il proprio nemico?
Che poi...
Nemico.
Quale parola assurda per quella situazione...
Devil cos'era se non un diavolo, un angelo, un demone, una valkyria?
Una mescolanza disordinata e complessa di bene e male, di giusto e sbagliato.
I suoi occhi blu come le profondità oceaniche scrutavano curiosi e nel contempo stoici le movenze di Rick, che dalla sua posizione continuava a cibarsi percependo il gusto caldo ed appagante di quella mistura scendergli nella gola e rinfrancarlo.
Lo stress mentale e fisico sopportato era davvero troppo, ma non riusciva ad assopirsi, non riusciva a distogliere lo sguardo da quella figura femminea che aveva al fianco.
Poi, come imbambolato, il suo sguardo si perse nei meandri di qualcosa che nemmeno Devil - nella sua più sfrenata vena sognatrice - poteva raggiungere.
Assurdamente ne attirò l'attenzione. *

- Riccardo? Qualcosa ti turba? -


* Sorpreso e quasi preoccupato.
Tale fu il tono del Diavolo che s'intromise nei pensieri di Rick, per poi continuare con tono vagamente strutto da quel dolore romantico proprio di quella corrente poetica di cui andava tanto decantando i versi. *

- E' forse la mia presenza a suscitare in te l'oblio dei pensieri? -


* Il suo sguardo si strinse, lievemente tremulo per emozioni che Rick non poteva comprendere.
Il cucchiaio abbondantemente riempito portato alla bocca di lei e bloccatovisi all'interno.
Un sentore di bacio lontano impresso sull'acciaio di quella posata da campo.
Parole, solitarie e tristi - forse - pregne di quel gusto amaro che la solitudine porta.
Che la guerra porta.

Immaginare il sapore di quelle labbra rosee e sottili, taglienti e velatamente soffici nel loro cullarlo, fecero sentire il giovane Rick improvvisamente vivo.






Game Master:
Altro post. Mi scuso per la brevità dell'opera ma vorrei prevalentemente incentrarmi sulla parte di dialogo al momento.
Questo per sviluppare correttamente la scena.
Mi scuso ulteriormente per il ritardo, auspicandomi che tu Shun non te la sia presa per la mia mancata risposta per così tanto tempo.
Dai che si continua ora ;)






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Pilota dello ZGMF-XB10AC Nu Freedom Gundam su image
Grado: Capitano Istruttore (Comandante della base per la difesa terrestre)
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view post Posted on 28/12/2009, 23:35Quote
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Mecha Akuma

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/12/2009, 22:19


* Finalmente la pace giunse sulle sue membra, oramai stanche e provate dagli eventi trascorsi fino a quel momento. La battaglia era oramai lontana, e le sue gambe come il suo corpo potevano avere riposo, ed era il momento di quel pasto tanto agognato.
Imboccato dolcemente dalla ragazza, recuperava lentamente le forze, almeno per quanto riguardava il suo fisico martoriato, la sua mente invece, era ancora nel turbinii dei suoi pensieri, che lo avvolgevano in una morsa stretta come quella di un serpente sotto forma di spessi fogli di carta, con impresse le sue idee e indecisioni appesantendolo nell'animo. Tutto questo portò Rick in una specie di oblio tra il mondo dei sogni e quello reale, una confusione che si ripercosse nei suoi occhi, che assunsero uno sguardo assente e cupo.
I fogli continuavano a girare e ad attaccarsi gli uni con gli altri, schiacciandolo al terreno con forza. Poi, ad un certo punto, la voce della giovane lo raggiunse nel suo abisso, formando un cono di luce, immobilizzando anche quel vortice lasciando tutto in sospeso, come se fosse in stasi.*

§Perchè continuare a pensare al passato... Quel mondo oramai è lontano... Quelle persone tanto amiche, sono solo ombre, che al calar del sole scompaiono... Ai loro occhi potrei essere gia morto... Quindi, che senso ha soffermarsi a pensare.. Oramai quel Rick è morto in azione... Adesso c'e' solo Riccardo... Riccardo il coraggioso, il grande condottiero, non Rick, il codardo e... Solo... Il passato è passato ed è giunto il momento di vivere il presente... E per farlo, devo stare con il Diavolo... Pensare a lei.. Colei che mi ha permesso di rinascere, grazie alle sue fiamme, che hanno ricostruito le mie gambe, e proprio con queste gambe, che continuerò per la mia nuova via, una strada che voglio intraprendere con l'unica persona che mi ha veramente considerato...§

*Poi improvvisamente quel turbine si accese diventando di fuoco, rendendo tutti fogli cenere, che scese su di lui coprendolo come una neve calda.*

§E sempre grazie alle sue fiamme risorgerò totalmente, riprendendo in mano questa nuova vita, che porterò avanti con orgoglio, e non mostrerò timore difronte a nessuno!§

*Si scrollò di dosso la polvere lasciandola cadere sul terreno alzandosi poi in volo verso il cono di luce, uscendo dal baratro che lo imprigionava, ritornando alla realtà.
Dall'oscurità avvolto dal fumo, apparve Megane, con uno sguardo serio e preoccupato... Con un foglio in mano, scampato alle fiamme provenienti dal profondo dell'animo di Rick, un foglio con sopra colonne di parole sovrascritte più e più volte.*

-No.. Non finirà così facilmente... Potrai credere di aver trovato una nuova chance, ma, alla fine, i tuoi pensieri torneranno a quei momenti del passato, anche se per poco tempo, potrebbero causarti la morte. Sei troppo attaccato a quelle persone che hai o che ti hanno aiutato, e lo capirai, la prossima volta che li incontrerai- *lasciò cadere il foglio per terra* -E ho paura, che in quel frangente, sarai di fronte ad una difficile scelta, che potrebbe compromettere la tua stessa esistenza... Un'eventualità da non sottovalutare, data la pericolosità... Vedremo come sistemare il problema... In futuro...-

*Disse ritornando nell'oscurità da cui era venuto entrando in una porta scorrevole.
Nel mentre Rick, era rinsavito, ritornando lucido con un batter d'occhio, mettendo a fuoco nuovamente il volto della giovane.*

CITAZIONE

- Riccardo? Qualcosa ti turba? -


- E' forse la mia presenza a suscitare in te l'oblio dei pensieri? -


*La sensazione di preoccupazione trapelava da quelle parole, inizialmente non disse parola, ma si limitò a sorridere lievemente, agitando lentamente la testa in segno di dissenso.
E mentre ripensava a quel ritorno, esordì finalmente, dopo un tempo infinito di silenzio da parte sua, quasi obbligato, dato il caos che era presente nella sua mente, ma che ora, si ritrovara ridotto ad un mucchio di cenere fumante*

-No... Affatto..- *Pronunciò con parole calme e rassicuranti* -Anzi, è proprio la tua presenza ad avermi permesso di uscire dal mio oblio che attanagliavano la mia mente, adesso è tutto in ordine, quindi non preoccuparti... Non ce ne è bisogno-

*Sorrise ancora, in modo leggermente forzato, cercando di restare immobile, per non mettere in tensione i muscoli ancora intorpiditi dalle contrazioni provocate dalle forti scosse di dolore.
Nel mentre fissava il cucchiaio, usato in precedenza per nutrirlo, che successivamente andava posarsi sulle labbra della ragazza, suscitando in lui una specie di brivido caldo, una sensazione strana, un bacio indiretto, che lo portò a fare la sua decisione definitiva... Voleva restarle vicino, come lei era stata vicina a lui, divenire il suo scudiero per accompagnarla nella sua missione, non importava quale fosse, la voleva seguire ad ogni costo...*

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Crediti: 9000
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Shun Sizukana Pilota del ???
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